Sabato 10 ottobre, alla presenza delle autorità locali, di rappresentanti del mondo dell’arte e del design e degli studenti finalisti, si è svolta presso la sede della manifattura di Umbertide la cerimonia conclusiva del Premio Rometti 2026, giunto alla sua quattordicesima edizione.
Un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova il dialogo tra la tradizione della manifattura Rometti e la ricerca delle nuove generazioni, mettendo in relazione il sapere artigianale, la materia ceramica e i linguaggi contemporanei del design. Un percorso che acquista quest’anno un significato particolare, alla vigilia del centenario della Rometti, che sarà celebrato nel 2027.
A conquistare il primo premio è stata Elena Pietrini dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, con il vaso Bilico. Il secondo premio è stato assegnato a Àfrica González I Mateu, studentessa dell’ESAD del Portogallo, con lo specchio You, Liquen, mentre per la terza posizione, per la prima volta, c’è stato un ex aequo tra Maria Vittoria Martinoli, con il set Urlo Silente e Alexandra Mitu con il coffee table Maratea. Entrambe sono studentesse del NID di Perugia.
Il Vicesindaco del Comune di Umbertide con delega alla Cultura, Annalisa Mierla, che ha portato i saluti istituzionali del Sindaco Luca Carizia e dell’Amministrazione Comunale, ha dichiarato: “L’edizione del Premio Rometti di quest’anno assume un significato ancora più particolare grazie al legame ritrovato con le grandi opere del nostro territorio, oggi custodite nel nuovo Museo Civico di Santa Croce. Proprio qui sarà possibile visitare anche il Museo Rometti, in un dialogo tra arte, cultura e tradizione che arricchisce il patrimonio della nostra comunità. Desidero inoltre ringraziare il CEO Massimo Monini e il direttore artistico Jean-Christophe Clair per il lavoro svolto e per il prezioso contributo alla valorizzazione della manifattura Rometti”.
Con la quattordicesima edizione del Premio, Rometti si avvicina così al traguardo del suo primo secolo di storia, confermando una vocazione che dal 1927 continua a unire memoria e sperimentazione, artigianato e ricerca, tradizione e futuro.