A ottantadue anni dagli eccidi di Serra Partucci e Penetola, la comunità di Umbertide si è stretta questa mattina, domenica 28 giugno, in un momento di profonda emozione e raccoglimento per ricordare le diciassette vittime innocenti barbaramente uccise dai nazisti nel giugno del 1944, rinnovando il proprio impegno a custodire la memoria e a trasmetterne il valore alle nuove generazioni.
Alle cerimonie commemorative ha portato il suo saluto il Sindaco di Umbertide Luca Carizia, ed erano presenti il Vicesindaco Annalisa Mierla, gli Assessori Alessandro Villarini, Francesco Cenciarini e Lara Goracci, i Consiglieri comunali Giulia Medici, Alessio Silvestrelli, Alessio Ferranti, Filippo Corbucci, Sauro Anniboletti, Spartaco Montanucci e Federico Rondoni. Presenti anche il comandante Gabriele Tacchia e gli agenti della Polizia Locale con il Gonfalone del Comune di Umbertide, l’ANPI Umbertide (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), le famiglie delle vittime e numerosi cittadini che hanno voluto condividere questo momento di memoria collettiva.
Al centro delle commemorazioni il tragico ricordo del 24 giugno 1944, quando cinque giovani furono trucidati dai tedeschi a Serra Partucci, e del 28 giugno 1944, quando dodici persone furono massacrate nel casolare di Penetola, poi incendiato.
La mattina del 24 giugno 1944, in seguito al ferimento di un militare tedesco, un reparto germanico rastrellò la zona di Serra Partucci e fucilò sul posto cinque uomini: tre contadini, un sarto e uno studente, di età compresa tra i 17 e i 30 anni. Una lapide e cinque cipressi ricordano ancora oggi Natale Centovalli, Domenico Cernic, Bruno Ciribilli, Giuseppe Radicchi e Mario Radicchi.
Quattro giorni dopo, il 28 giugno 1944, nel casolare di Penetola, le famiglie Forni (Canzio, Ezio, Edoardo) e Nencioni (Erminia, Ferruccio, Conforto, Eufemia, Milena), sfollate dal vicino abitato di Niccone, furono barbaramente sterminate dai soldati di un battaglione della Wehrmacht, condotti sul posto da ignote delazioni. Nell’eccidio persero la vita anche quattro figli delle famiglie ospitanti, Avorio (Renato, Carlo, Antonio) e Luchetti (Guido), che conducevano a mezzadria il podere.
Le celebrazioni si sono aperte a Serra Partucci con la Santa Messa officiata da Don Gaetano Bonomi Boseggia. Al termine della funzione sono state deposte due corone di alloro ai piedi del cippo e della stele commemorativa. Successivamente la cerimonia si è spostata al monumento di Penetola, dove è stata deposta un’ulteriore corona di alloro in ricordo delle vittime, seguita dalla deposizione di un’altra corona presso il casolare in cui si consumò il massacro.